La Cultura
La frase di Terenzio “Sono un uomo, e nulla di ciò che è umano mi è estraneo” ci invita a riflettere su ciò che definiamo Umano e ciò che si colloca oltre, in un luogo che è “non più”. Questo confine, che separa il familiare dall’estraneo, il noto dallo sconosciuto, il normale dal patologico, è in continuo movimento.
Viviamo in un’epoca di trasformazioni profonde: eventi globali, dalla pandemia al cambiamento climatico, ci ricordano che, nonostante il nostro desiderio di controllo e l’illusione d’onnipotenza, siamo parte di un mondo imprevedibile. Nel frattempo, la tecnologia e i suoi incredibili sviluppi stanno ridisegnando il modo in cui ci percepiamo e interagiamo.
Nell’età della post-verità e della virtualità nelle relazioni e nella fruizione di contenuti, la miriade di stimoli in cui siamo immersi sta perdendo il suo ruolo di mediazione con la realtà e di appoggio per la costruzione di senso, spesso sostituendosi ad essi e lasciandoci confusi e isolati. Riteniamo fondamentale recuperare il valore e prenderci cura di un processo, quello della Raffigurabilità, così importante e radicato nel modo di funzionare della nostra mente.
I progetti culturali di Metis Onlus mirano a ri-connettere il mondo della clinica, quello dei saperi e dell’arte con la popolazione, generando occasioni di dialogo attorno alla contemporaneità e alle sue sfide.
Metis si avvale della collaborazione di “Studio QUID” (www.studioquid.eu), del gruppo di ricerca “éidola” e dei compagni e amici esperti e artisti per costruire eventi, laboratori ed esperienze che spera arricchenti.