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Teatro in Centrale: “Progetto Perseo”

Il teatro come incontro con se stessi e con l’Altro

Come Perseo, l’eroe invisibile non voluto e abbandonato che ha dovuto compiere il difficile viaggio infero, anche noi cittadini della società contemporanea siamo invitati più che mai a ribaltare la nostra prospettiva.

“Progetto Perseo” intende lavorare sul tema dell’espulsione dell’Altro, come descritto dal filosofo coreano Byhung Chul Han. In una società sempre più digitalizzata e de-materializzata, che tende ad appiattire le differenze e a creare omologazione lì dove si potrebbero aprire spazi di confronto, l’Altro è tutto ciò che viene tenuto fuori dal contatto, fisico ed emotivo. È qualcosa che destabilizza perché richiede di mettersi in una posizione di ascolto innanzitutto di se stessi, e questo mette in crisi ed è sempre più spesso rigettato.

Progetto Perseo prevede il coinvolgimento di un gruppo di pazienti della Linea Riabilitativa Psichiatrica della Aulss8 Berica, da 15 a 20 persone tra i 18 e 34 anni provenienti da realtà come la Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta (CTRP) “La Villetta”, la CTRP “Villa Margherita”, il Centro Diurno “San Felice” e l’Associazione “La Casa Blu” di Vicenza.

ll gruppo si riunirà con cadenza settimanale da gennaio a giugno 2026 negli spazi messi a disposizione della “Ex Centrale del Latte” di Vicenza per partecipare a sessioni di teatroterapia sotto la guida di due attori professionisti, Elena Zonta e Carlo Ferrante.

La finalità primaria è quella di dare al gruppo di lavoro una voce, un modo per raccontarsi e raccontare la propria porzione di mondo, la propria fetta di verità.

Questo progetto terapeutico mira all’aumento di consapevolezza delle proprie sensazioni corporee e dei propri stati emotivi, al miglioramento delle abilità di comunicazione verbale e non verbale e all’affinamento delle capacità di stare in gruppo per un fine condiviso.

Chi soffre di gravi malattie mentali, come le psicosi o i gravi disturbi di personalità, spesso fatica a gestire le emozioni e a entrare in relazione con gli altri, ed è proprio qui che il teatro può offrire un aiuto prezioso: recitare, improvvisare, ascoltare e farsi ascoltare, tutto questo diventa un esercizio di espressione emotiva, non solo con le parole ma anche con il corpo e la voce. Fare tutto questo in gruppo rende possibile un contatto umano che cura. Imparare a conoscersi meglio, comunicare con più libertà, sentirsi parte di qualcosa: sono passi importanti per rinforzare la fiducia in sé e aprirsi con più coraggio alla propria creatività.

Il teatro ha anche una funzione rituale, personale e collettiva: il rito diventa la soglia d’accesso all’immaginario, a una energia espressiva e dinamica che permette di fare emergere gesti e simboli, ma anche storie e memorie.

Dal punto di vista del metodo, si farà ricorso allo storytelling, alla creazione di personaggi, ai giochi di ruolo, alla messa in atto, all’ascolto del corpo, alla scrittura e al lavoro con maschere neutre: si tratta di strumenti di lavoro in grado di risvegliare l’immaginazione viva, di contattare in una cornice sicura il proprio “Sè magico”, la parte inviolata dell’individuo.

Con l’intento di erodere le barriere dello stigma sulla Salute Mentale e aprire alla differenza, è prevista la possibilità di partecipazione a quei cittadini di Vicenza che si mostrassero interessati al progetto, in particolar modo ai giovani.

Apertura all’Altro e valorizzazione delle differenze saranno i cardini attorno ai quali verrà allestito lo spettacolo finale, aperto al pubblico.

Alle realtà comunitarie e alle associazioni coinvolte sarà richiesta la disponibilità di individuare un referente, ovvero un professionista della Salute Mentale che accompagnerà e offrirà supporto psicologico ai pazienti durante le varie fasi del percorso. I referenti saranno coordinati dal Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica (TERP) Giovanna Brendolin, giovane professionista operante a Villa Margherita (Kos Care Srl).

L’intero progetto, inclusivo dei materiali (costumi e arredi di scena), sarà finanziato da Metis Onlus.  

In breve:


Perché il teatro?

Viviamo in una società che spesso fatica ad accogliere la differenza. Il teatro offre uno spazio dove:

  • Esprimere sé stessi attraverso il corpo, la voce e l’immaginazione.
  • Dare forma alle proprie storie e condividerle con gli altri.
  • Valorizzare l’unicità di ciascuno in un contesto di gruppo.
  • Creare un legame tra sé e l’Altro, tra visibile e invisibile.

Non è una performance, ma un’esperienza immersiva che coinvolge corpo, mente e anima, in un percorso di espressione libera e crescita personale.


Il ruolo di METIS Onlus

METIS Onlus sostiene il Progetto Perseo per promuovere:

  • Percorsi terapeutici che integrano creatività e cura.
  • L’accoglienza della diversità come valore.
  • Una sensibilizzazione culturale sul superamento dello stigma verso chi vive una fragilità psichica.

Con il tuo aiuto, possiamo continuare a sostenere progetti che trasformano la vita di molte persone.


Come puoi fare la differenza?

Con una donazione, puoi contribuire a:

  • Fornire materiali e strumenti creativi.
  • Sostenere il lavoro dei formatori esperti di teatroterapia.
  • Realizzare lo spettacolo finale.

Insieme, possiamo costruire un futuro più inclusivo e attento all’Altro.
Aiutaci a dare voce a chi troppo spesso rimane inascoltato.

Chi sono i teatroterapeuti

Carlo Ferrante ed Elena Zonta sono attori, registi e formatori con una lunga esperienza nel teatro e nella pedagogia terapeutica. La loro mission è quella di aiutare le persone a valorizzare la propria essenza attraverso la creatività, in un contesto di accoglienza e rispetto.

Tra poco su Instagram e in questa piattaforma per approfondimenti e news!