
Coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio di immagini.
Italo Calvino
Ché il Bello è solamente
la prima nota del Tremendo. E dato
di sostenerlo e di ammirarlo è a noi,
solo perché non cura di annientarci.Rainer Maria Rilke
A partire dal 4 febbraio e fino alla fine di maggio, ogni mercoledì dalle 14 alle 17, l’immensa matrice dei sogni della Ex Centrale del Latte di Vicenza ospiterà “Progetto Perseo“, un laboratorio di teatroterapia ideato e condotto da Carlo Ferrante ed Elena Zonta (referente per Metis la dott.ssa Silvia Michelon) che coinvolgerà attivamente persone affette da sofferenza psichica grave.
“Progetto Perseo” nasce nell’alveo delle proposte per la Salute Mentale di Metis Onlus, che ad esso ha destinato i proventi del 5xmille dello scorso anno; ad oggi, il progetto è finanziato fino al dicembre 2026, con una pausa dalle attività nei torridi luglio e agosto.
Ispirati dalle immagini del mito di Perseo, utilizzeremo il teatro come lo scudo di Atena, i sandali alati e l’elmo di Ade: il teatro sarà lo strumento magico e divino per l’incontro con l’Altro, bello e tremendo, familiare e perturbante. Altro è ciò che è diverso e per questo spesso escluso, ci risulta straniero ed estraneo, e prende contatto con aspetti di noi che rimangono nascosti o vengono rigettati, non riconosciuti o misconosciuti.
Metis Onlus sostiene “Progetto Perseo” per promuovere dei percorsi terapeutici che integrino creatività e cura, accolgano la differenza come valore e sensibilizzino al superamento dello stigma verso chi vive una condizione di fragilità psichica.
Il laboratorio sarà condotto da due attori professionisti con esperienza nell’ambito della sofferenza psichica e sarà supportato dal Dipartimento di Salute Mentale di AULSS8, in particolare da Strutture della Linea Riabilitativa Psichiatrica quali Comunità Terapeutiche e Centri Diurni.
Come Perseo si è potuto confrontare con Medusa, così anche i partecipanti potranno riscoprire la propria voce e il proprio valore in uno spazio di accoglienza e di ascolto. Attraverso il teatro, le storie personali divengono ponti verso l’altro, trasformando ciò che ci separa in qualcosa che ci unisce nelle differenze. Quel che ne risulterà esce dalla logica della prestazione e della performance, e darà spazio e respiro alla possibilità di una esperienza immersiva che coinvolga corpo, mente e anima, in un percorso di espressione libera e crescita personale.
Leggero sui calzari alati, compiuta l’impresa Perseo volerà via in groppa a Pegaso con la testa di Medusa nascosta nella magica sacca delle Ninfe Stigie… ci piace immaginarlo, di ritorno dal viaggio infero con il fragile e terribile trofeo, fermarsi alla Centrale per un poco, a ristorarsi. Così Ovidio, nelle Metamorfosi: «Perché la ruvida sabbia non sciupi la testa anguicrinita, egli rende soffice il terreno con uno strato di foglie, vi stende sopra dei ramoscelli nati sott’acqua e ve la depone a faccia in giù.» Da questo contatto si formeranno i coralli, e le ninfe per adornarsene accorreranno, avvicinando ramoscelli e alghe alla testa della Gorgone.
Dove si fermerà ancora Perseo? Il viaggio verso casa è lungo, forse interminabile, e dopo la tappa alla Centrale non vi resta che seguirlo, e seguirci, per vedere quale bellezza e quali prodigi nasceranno da questo “tremendo” di cui prenderci cura.

Molte sono le forme delle cose divine
molti eventi inattesi portano a compimento gli dei:
e quello che ci aspettavamo non è accaduto,
mentre il dio ha trovato un varco per l’imprevedibile.
Euripide
