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Raffigurare: Il programma

    Sogno nel sogno… specchio nello specchio?

    Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo. […] come la sabbia scorre tra le dita, così fonde lo spazio. Scrivere: cercare meticolosamente di trattenere qualcosa, di far sopravvivere qualcosa: lasciare, da qualche parte, un solco, una traccia, un marchio, un qualche segno.

    Georges Perec, Specie di Spazi

    Cosa accade quando la sera spegniamo la luce e possiamo finalmente abbandonarci all’abbraccio del sonno? Che cosa succede quando il corpo si raffredda e la videocamera che i nostri occhi aprono sul mondo può abbandonare il controllo, l’attenzione sostenuta che ci ancora all’attuale e all’illusione di aver presa sul reale?

    Quando le cose vanno bene, imbocchiamo quel sentiero di mattoni gialli che conduce all’ascolto e alla visione di qualcosa di diverso: le impressioni catturate, alcune volte, rimangono. E si trasformano, si spostano, vengono messe al servizio di quel regista che ci presenta, volta dopo volta sullo schermo, figure che mettono assieme stimoli presi a prestito dal mondo delle percezioni. E di un lavoro, quello del Raffigurare (link alla cornice del progetto), che si estende ben oltre a quel che fa il sogno della notte.

    E quando le cose non vanno così bene? Quando il sentiero è evitato a causa del terrore che si prova davanti all’esperienza di sé, e il mondo simbolico è espulso? È spesso questo il motivo di una delle richieste di aiuto che ci arriva oggi più di frequente, ossia gli attacchi di panico e i sintomi di pura scarica, nelle quali si tende a buttare fuori ciò che non può essere tenuto dentro.

    Studio QUID, assieme a Metis Onlus e al gruppo di ricerca Eidola, di fronte alla meravigliosa proposta del Comune di Vicenza ha scelto di “chiudere gli occhi per vedere”, come scriveva il pittore Paul Gaugin… immaginando modi e strumenti per entrare i contatto con i sogni della Centrale, e dar loro una forma.

    Riportiamo qui uno stralcio del progetto approvato:

    Raffigurare è quel lavoro fondamentale per la vita e la salute psichica che permette di  organizzare la complessità e ciò che è ancora senza forma e senza nome, consentendoci di abitare l’incertezza e il sentimento di impotenza che possono generare.

    Come il lavoro del sogno notturno dà forma percepibile agli stimoli, così il geometra, ponendo legami tra differenti elementi, traccia delle linee tra punti scollegati, immaginari, nello spazio e crea una figura (Botella e Botella, 2004). Non si tratta dell’interpretazione di qualcosa già esistente, ma di una creazione, esattamente come c’è creazione nei sogni.

    Raffigurare, e poi rappresentare, sostengono non solo la creazione dell’artista, ma prima di tutto il nostro modo originario e creativo di fare i conti con gli stimoli provenienti dal mondo esterno e da quello interno, con soluzioni, compromessi e inciampi che possono anche trovare espressione in un “disturbo mentale”.

    Raffigurare è intimamente intrecciato con la possibilità di costruire la nostra soggettività e la nostra identità, come individui e come collettività. Soprattutto, richiede immancabilmente la presenza di un Altro.

    Per lo psicoanalista Antonio Di Benedetto, l’immagine è uno “schermo(…) affinchè una realtà umana profonda e angosciosa possa essere conosciuta, protetti dal terrore di un incontro ravvicinato (…) L’immagine attenua la paura dell’impatto con una realtà sconosciuta, proponendosi come il riflesso del mai-visto, come messaggera inoffensiva del ‘qualcosa d’altro’. Esorcizzando il terrore del nuovo, ridà vita al pensiero e lo fa volare”.

    Questa proposta è un tentativo di unire con linee dei punti immaginari, di creare una figura di sogno che possa abitare lo spazio cavo della Ex Centrale del Latte, che il Comune di Vicenza ha immaginato di costruire assieme alla comunità. Uno spazio, quello della Centrale, che si offre restaurato all’iniziativa spontanea di far convergere stimoli e proposte, e nel quale sogniamo di poter pensare e confrontarci assieme.”

    Con molto piacere abbiamo visto di non essere i soli, e realizzato di non essere soli, ma circondati da persone, gruppi, associazioni che come noi hanno sentito lavorare dentro di sé la medesima forza che porta alla convergenza (and back). Si tratta forse dello Spirito della Centrale? Siamo come quel sognatore che sogna, e che poi vive dentro al sogno… a un certo punto si chiede: ma di chi è, il sogno? Chi è il sognatore?

    Si tratta ora di dare corpo a questi sogni, di metterli sulla strada, di provare a declinarli con i compromessi del caso, Attivando la Centrale. Restituendo alla città e ai cittadini un po’ di quel che è stato solo preso a prestito, e trasformato.

    Vi presentiamo quindi il programma generale degli eventi, mostre e laboratori che ci vedrà impegnati tra marzo e maggio 2026 presso la Ex Centrale del Latte di Vicenza, in via Medici 96/A:

    Programma — Raffigurare

    Raffigurare

    Calendario degli appuntamenti. Informazioni dettagliate verranno pubblicate nel sito e nei social prossimamente.

    Giovedì 05/03 ore 21:00

    Serata di presentazione, “Raffigurare”

    Evento
    Giovedì 19/03 ore 21:00
    DOOOM Orchestra (collettivo di improvvisatori)
    Dal 26/03 al 16/04

    Laboratorio di improvvisazione musicale

    Laboratorio

    Maggiori informazioni a breve nel sito e nei social.

    Giovedì 09/04 ore 21:00

    L’immagine

    Evento
    Olmo Amato
    Dal 09/04 al 03/05

    Mostra post-fotografica: “Deep Blue”

    Mostra
    Olmo Amato

    Maggiori informazioni a breve nel sito e nei social.

    Giovedì 23/04 ore 21:00

    Il gesto

    Evento
    Mele Ferrarini
    14/04 · 28/04 · 12/05 · 26/05 19:30 – 23:00

    Guided Social Dreaming

    Laboratorio

    Maggiori informazioni a breve nel sito e nei social.

    Giovedì 07/05 ore 21:00

    La parola

    Evento
    Angelo Ferrarini
    14/05 · 21/05 · 28/05 15:00 – 18:00

    Laboratorio di scrittura creativa

    Laboratorio

    Maggiori informazioni a breve nel sito e nei social.

    Nota: “Aggiungi tutto” scarica un file .ics unico e apre la pagina di import di Google Calendar.

    Saremo assieme a molti amici, vecchi e nuovi, che con noi si sono lasciati catturare dalla fantasia di costruire spazi di creatività per la cittadinanza, e di provare assieme ad entrare in contatto con qualche cosa di proprio e di collettivo attraverso le forme dell’arte.

    Vi invitiamo dunque a rivivere le sensazioni delle prime volte al cinema, nella sala buia che è stata allora il ventre rassicurante della madre, nel quale si sono vissute le avventure più incredibili, sconosciute e appassionanti, nello scarto tra il “qui” e il “non so dove” che apre alla possibilità creativa.

    Raffigurare: il programma © 2026 by Carlo Idotta is licensed under CC BY-NC 4.0

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